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Traidenis
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mwbqTraidenis (in polacco: Trojden, in bielorusso: Трайдзень, trasl. Trajdzień; 1220 circa – Kernavė, 1282cite-ref-suziedelis330-1-0[1]) fu granduca di Lituania dal 1270cite-ref-kanski98-2-0[2] fino al 1282.cite-ref-rowell52-3-0[3] È il secondo più influente sovrano della Lituania del XIII secolo dopo Mindaugas.cite-ref-suziedelis330-1-1[1] Il suo dominio pose fine ad un periodo di agitazione durato sette anni dovuto all'assassinio di Mindaugas nel 1263. Inoltre, chiuse le parentesi dei due predecessori di fede cristiana, Traidenis ripristinò il paganesimo e il Granducato sarebbe rimasto da allora fedele al paganesimo per più di un secolo.

Traidenis espanse il Granducato nei territori abitati dai mwgasudoviani e dai mwgqsemgalli e rafforzò la sua influenza nella mwggRutenia Nera. A differenza di Mindaugas, Traidenis non si concentrò sull'espansione verso est.

Contents

Figlia
Note

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Biografia

Mentre gli ascendenti di Traidenis sono sconosciuti, è noto che provenisse dall'mwjaAukštaitija, poiché era duca di mwjqKernavė.

Le circostanze con cui Traidenis assunse il potere sono poco chiare, ma sono state parzialmente ricostruite dagli storici. Nel 1269, quando mwjwŠvarnas era ancora in vita, il Granducato risultava ambito da Traidenis, Vasilko Romanovič (figlio di mwkqDanilo di Galizia e fratello di Švarnas) e i sostenitori di mwkgVaišelga (primo figlio di Mindaugas che era stato ucciso da mwkwLeone I di Galizia, anche lui figlio di Danilo). Traidenis riuscì ad allontanare i fedelissimi di Vaišelga dalla Lituania e quando Švarnas morì il potere risultava conteso con il solo Vasilko. Fin dal suo insediamento, la minaccia più consistente fu rappresentata dal mwlaPrincipato di Galizia-Volinia: il sovrano lituano riuscì a disinnescarla siglando un trattato di pace con Leone di Galizia.cite-ref-ruta58-4-0[4] Nonostante il supporto fornito dai mwmqmongoli al Principato, Traidenis riuscì a prevalere in battaglia e il suo controllo sulla mwmgRutenia Nera (le cui principali città erano mwmwNavahradak, mwnaHrodna e mwnqSlonim) fu rafforzato.cite-ref-suziedelis330-1-2[1]cite-ref-kanski98-2-1[2] Traidenis pianificò incursioni anche in Polonia, in particolare nei dintorni di mwpgLublino e mwpwŁęczyca, le quali proseguirono con una certa costanza fino al 1306 circa. Queste incursioni non avvennero però nel mwqaDucato di Masovia poiché Traidenis stabilì un legame dinastico dando in sposa sua figlia Gaudemunda a uno dei duchi locali. Tale relazione genealogica fu ulteriormente coltivata da mwqqGediminas e procedette ben oltre nel tempo.cite-ref-rowell52-3-1[3]

Traidenis, di fede mwrwpagana e contrario alle politiche di colonizzazione teutonica, riuscì anche a combattere con l'mwsaOrdine di Livonia.cite-ref-kanski98-2-2[2] Nel 1270 vinse la mwtqbattaglia di Karuse, combatté sul ghiaccio vicino a mwtgSaaremaa e uccise mwtwOtto von Lutterberg, mwuamwuqLandmeister dell'Ordine.cite-ref-5[5] mwvgAndreas von Westfalen, un membro dei cavalieri che ricoprì mwvwad interim la carica di Gran Maestro fino alla successiva elezione, cercò una rapida vendetta, ma venne anch'egli piegato da Traidenis. Fu poco prima del 1272 che l'Ordine si vendicò attaccando la mwwaSemigallia e costruendo il castello di Dinaburg nel 1273 su terre nominalmente controllate dalla Lituania. Nonostante disponesse di quattro mwwgmacchine d'assedio in grado di lanciare pietre, non fu in grado di espugnare la nuova fortezza e dovette ritirarsi nel 1278. Nel 1279 i livoniani attaccarono le terre lituane e giunsero fino a Kernavė, ma sulla via del ritorno subirono una grande sconfitta nella mwwwbattaglia di Aizkraukle. Il neoeletto maestro dell'Ordine, mwxaErnst von Rassburg, divenne il terzo maestro ad essere ucciso da Traidenis.cite-ref-6[6] La sconfitta incoraggiò i semgalli conquistati a ribellarsi. Questi, guidati da Nameisis, si dichiararono disponibili a riconoscere la supremazia della Lituania sul loro territorio: in cambio, fu chiesta l'assistenza di Traidenis. Nel 1281, il Granduca era impegnato nella conquista del castello di mwyqJersika, nell'attuale mwygDistretto di Preiļi: avendo fatto breccia nella fortificazione, fu in grado di scambiarlo con il castello di Dinaburg.

Traidenis morì poco dopo e l'assistenza che intendeva offrire ai semgalli, sfiniti da guerre costanti, svanì con lui. Traidenis è il primo duca lituano di cui si ha notizia ad essere morto per cause naturali. Tutti gli altri prima di lui furono assassinati o uccisi in battaglia.cite-ref-kanski98-2-3[2] Durante gli anni in cui governò la Lituania, riuscì ad accelerare il processo di crescita del Granducato fino all'affermazione della mwaadinastia gediminide, epoca in cui si toccò il massimo apice.

Famiglia

Fratelli

• Bardis, Liesis e Svalkenis erano di mwbqreligione ortodossa e morirono nel corso della guerra con la Galizia-Voliniacite-ref-ruta58-4-1[4]
• Sirputis aiutò suo fratello nelle campagne militari

Figlia

• mwdgGaudemunda andò in sposa a mwdwBoleslao II di Masovia e divenne così duchessa di Masovia

Note

cite-note-suziedelis330-11. mwgg(mwgwmwhaEN) Saulius A. Suziedelis, mwhqmwhgHistorical Dictionary of Lithuania, 2ªmwhw ed., Scarecrow Press, 2011, p.mwia 330, mwiqISBNmwig 978-08-10-87536-4.
cite-note-kanski98-22. mwlq(mwlgmwlwEN) Jack J. Kanski, mwmamwmqHistory of Russia and Eastern Europe, Troubador Publishing Ltd, 2018, p.mwmg 98, mwmwISBNmwna 978-17-89-01669-7.
cite-note-rowell52-33. mwow(mwpamwpqEN) mwpgStephen Christopher Rowell, mwpwmwqaLithuania Ascending, Cambridge University Press, 2014, p.mwqq 52, mwqgISBNmwqw 978-11-07-65876-9.
cite-note-ruta58-44. mwsg(mwswmwtaEN) Rūta Janonienė, Tojana Račiūnaitė, Marius Iršėnas e Adomas Butrimas, mwtqmwtgThe Lithuanian Millenium: History, Art and Culture, VDA leidykla, 2015, pp.mwtw 58-59, mwuaISBNmwuq 978-60-94-47097-4.
cite-note-55. mwvg(mwvwmwwaEN) Tony Jaques, mwwqmwwgDictionary of Battles and Sieges: F-O, Greenwood Publishing Group, 2007, p.mwww 513, mwxaISBNmwxq 978-03-13-33538-9.
cite-note-66. mwyg(mwywmwzaEN) Tony Jaques, mwzqmwzgDictionary of Battles and Sieges: A-E, Greenwood Publishing Group, 2007, p.mwzw 513, mw0aISBNmw0q 978-03-13-33537-2.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Traidenis, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.